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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

29 aprile 2015

Brutti, sporchi e cattivi? No. Buoni, nutrienti e sostenibili

Una proposta per ridurre gli sprechi alimentari arriva in Francia dal Canada.

Sono brutti, dalla forma ritorta e spesso piccoli: sono i frutti e le verdure che non trovano spazio nella grande distribuzione alimentare, il mercato tende a emarginare ed eliminare tutto i cibi che non gratificano l’occhio, anche se dal punto di vista del gusto o delle proprietà nutritive non hanno nulla da invidiare agli altri prodotti che troviamo al supermercato.

Nel processo che parte dalla produzione e termina con la distribuzione, vengono scartati tutti gli alimenti che non declinano il loro aspetto con la bellezza.   Il risultato è lo spreco del 30% di buon cibo nel mondo, spesso addirittura gettato solo per questo motivo. Una scelta così dispersiva rende vano lo sforzo del lavoro, del territorio, dell’acqua, dei macchinari, dell’energia e di tutto quello che in sostanza ha partecipato a trasformare i prodotti della terra in cibo.

Ma un alimento apparentemente brutto è spazzatura? I Francesi e i Canadesi a questa domanda hanno iniziato a rispondere no, sono altrettanto commestibili e gustosi come i “colleghi belli”. Ecco perché all’interno di una catena di supermercati francofona si sta sperimentando con successo la creazione di angoli di vendita di prodotti imperfetti a prezzi scontati.

Il superamento del dilagante “razzismo alimentare” potrebbe sostenere un mercato intelligente, invece di incentivare una produzione scellerata volta allo spreco.

La semplice idea di mettere sul mercato quelli che in francese si chiamano “Fruits et Légumes Moches”, potrebbe favorire la lotta alla fame nel mondo, un processo di sensibilizzazione del consumatore, la riduzione drastica degli sprechi e il miglioramento delle condizioni climatiche ed energetiche.

Eliminare gli sprechi alimentari nel mondo sarebbe sufficiente a sfamare il pianeta considerando anche il tasso di crescita della popolazione, pensiamoci la prossima volta che storciamo il naso davanti a una carota storta o una mela bitorzoluta.

http://www.fumagallisalumi.it/news/

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