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FILIERA

Un approccio pionieristico,
nato con il nome Fumagalli.

17 dicembre 2015

Come si difendono i prodotti alimentari italiani più contraffatti nel mondo

Il giro d’affari del falso food made in Italy tocca i 60 mld di euro.

Le cifre sono da capogiro e tutte per prodotti che non hanno nulla a che fare con il nostro paese, salvo che ne rubano il nome per avvallare origine, qualità, genuinità e bontà dei prodotti falsificati.
La lotta contro la contraffazione, come racconta Coldiretti, è difficile: “il falso made in Italy a tavola colpisce in misura diversa tutti i diversi prodotti agro-alimentari, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche l’extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia”.
I nostri prodotti agroalimentari, in maniera particolare quelli tutelati “DOP e IGP”, rispettano regole severe di produzione, definite nei singoli Disciplinari di prodotto e sono sottoposti a regolari controlli da parte di organismi terzi indipendenti; tale binomio attesta l’eccellenza che li ha fatti apprezzare nel mondo.

Abbiamo chiesto a Guglielmo Scandolara, responsabile qualità di Fumagalli industria alimentari, come si fa a certificare la provenienza e le lavorazioni del prosciutto di Parma.
“La storia “iconografica” del percorso della tracciabilità che contraddistingue il processo produttivo del Prosciutto di Parma – racconta Guglielmo Scandolara, – inizia con il tatuaggio indelebile, posto dall’allevatore su entrambe le cosce del suino, recante il codice di identificazione dell’allevamento d’origine ed il mese di nascita dell’animale. Nel caso di Fumagalli il tatuaggio di origine è MI (Milano) 144.
Sulle stesse cosce, una volta valutate come idonee al conferimento nel circuito della produzione tutelata DOP “Prosciutto di Parma”, il macellatore appone un timbro a fuoco recante la sigla “PP” e il codice che identifica lo stabilimento di macellazione; “P88” identifica infatti il macello Fumagalli di Tavernerio.
Al termine della stagionatura i prosciutti riconosciuti rispondenti al disciplinare ricevono il marchio a fuoco di conformità, la tradizionale corona stilizzata a cinque punte nella cui base ovale è inserita la parola “Parma”, marchio di garanzia e di qualità.
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http://www.fumagallisalumi.it/

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