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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

23 giugno 2015

Come siamo messi con le energie rinnovabili?

Le aspettative indicate nel protocollo di Kyoto non sono state raggiunte, ma importanti progressi ci sono stati.  

Era il 1997 quando con il Protocollo di Kyoto venivano fissati gli obiettivi mondiali per contrastare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e il surriscaldamento del pianeta. Gli strumenti di promozione e controllo ambientale in questi anni si sono susseguiti e sono stati riformati, ma da quello che sappiamo e osserviamo siamo ben lontani dal raggiungimento degli obiettivi su scala globale.

Però, ed è bene evidenziarlo, per lo meno ci si è dotati di strumenti che monitorino i cambiamenti sia in termini ambientali che tecnologici. E in Italia va ringraziata Legambiente per la realizzazione del Rapporto Comuni Rinnovabili che da 10 anni racconta la crescita delle fonti pulite in Italia.

Tre sono gli assi principali dell’osservazione: risparmio energetico tramite un vasto sistema di azioni diffuse sul territorio e nei diversi settori del consumo; impiego delle energie rinnovabili; e coefficienza energetica con particolare riferimento ai sistemi distrettuali delle imprese, ad una forte e diffusa azione di innovazione tecnologica e gestionale, alla produzione distribuita di energia elettrica ed energia termica.

Soprattutto descrive un futuro energetico sempre più a portata di mano, fatto da migliaia di impianti distribuiti nel territorio, che vede protagonisti i cittadini.

Secondo il rapporto: “Negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Complessivamente in Italia nel 2014 le rinnovabili hanno contribuito a soddisfare il 38,2% dei consumi elettrici complessivi (nel 2005 si era al 15,4) e il 16% dei consumi energetici finali (quando nel 2005 eravamo al 5,3%). Oggi l’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad Aprile 2015 oltre l’11%), e si è sfatata così la convinzione che queste fonti avrebbero sempre e comunque avuto un ruolo marginale nel sistema energetico italiano e che un loro eccessivo sviluppo avrebbe creato rilevantissimi problemi di gestione della rete.”

http://www.fumagallisalumi.it/bio/

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