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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

17 novembre 2015

Comunità scientifiche divise su un diserbante: per l’Oms è cancerogeno, per l’Europa no

Di chi fidarsi? Il vero errore è compiere una lettura semplicistica dei risultati delle analisi e dei test scientifici.

Il glifosato, l’erbicida più usato al mondo sia in agricoltura che nel giardinaggio, è al centro di un’accesa diatriba tra l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Autorità per la sicurezza alimentare europea, l’Efsa.
Lo scorso marzo gli scienziati dell’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo Iarc, che fa parte dell’Oms, avevano classificato il diserbante come “potenzialmente cancerogeno per l’uomo” sospettando che possa essere responsabile dell’insorgere del linfoma non Hodgkin (tumore del sangue), e possa danneggiare il DNA.
Diverso il parere dell’Efsa: “Improbabile che il glifosato causi il cancro”.
Disorientati agricoltori e consumatori: il diserbante è o non è cancerogeno?

E la discordanza nella comunità scientifica pone altri dubbi, anche perché di recente lo Iarc ha inserito anche le carni rosse lavorate tra le sostanze cancerogene e quelle non lavorate come sospette.
Per quanto riguarda il diserbante l’unica certezza è che dal 2016 i cibi che ne conterranno troppo non potranno più essere commercializzati perché oltre certe soglie il glifosato è tossico, e non solo per i contadini che lo utilizzano.
Pare invece che i differenti esiti raggiunti dagli studi effettuati sul diserbante dalle due comunità scientifiche, siano da attribuire al fatto che l’Efsa abbia analizzato solo il glifosato, mentre gli scienziati dell’Oms abbiano esaminato alcuni erbicidi in vendita in cui il glifosato era uno dei principi attivi.
Pertanto è probabile che questi diserbanti siano cancerogeni, ma non per colpa del glifosato. Nei paesi in cui le colture Ogm non sono consentite, come in Italia, il glifosato può essere usato solo prima della semina. Negli altri paesi, invece, il terreno può essere irrorato più volte dal diserbante, aumentando dunque il rischio per la salute dei consumatori.

http://www.fumagallisalumi.it/

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