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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

1 dicembre 2015

Cop21: l’ultimo appello per rallentare il riscaldamento globale

A Parigi una riunione con presenti 121 capi di stato per trovare un accordo per salvare il pianeta.

L’ultimo summit di Copenaghen si dimostrò un fallimento e la delusione fu tanta per la mancata sottoscrizione di impegni vincolanti da parte dei partecipanti.
L’unico punto chiaro al termine dell’incontro danese del 2009 fu l’evidenza che solo se i paesi ricchi aiutano economicamente quelli poveri a organizzare politiche per ridurre le emissioni, si possono ottenere dei risultati e i 30 miliardi messi a disposizione per tagliare le emissioni furono l’unico risultato tangibile. A parole tutti i paesi industrializzati del mondo si proclamano attenti al tema delle emissioni e del surriscaldamento del pianeta, ma senza vincoli, restano parole morte, con conseguenze devastanti per tutti.

A Parigi invece lo scenario che si delinea è diverso: la crisi economica e il conseguente tramonto del modello della crescita senza fine ha incrinato molte convinzioni, e la maggiore disponibilità di Stati Uniti e Cina, paesi da sempre ostili alla sottoscrizione di impegni, rendono la speranza di cambiamento più reale, ma il tempo a disposizione è poco. I dati parlano chiaro, il surriscaldamento continua, anche se le misurazioni indicano un rallentamento rispetto ai disastrosi trent’anni finiti nel 1998, e i climatologi concordano che una crescita media di 2 gradi di temperatura comporterebbe danni irreversibili per la natura del pianeta.
Gli scettici sottolineano che anche la più rosea delle previsioni per Parigi non scongiurerà questo pericolo e che quindi sarà necessario anche individuare meccanismi di revisione degli accordi che permettano di correggere i limiti fissati per scongiurare il peggio.

Il paradosso è che puntare alle fonti energetiche rinnovabile, oltre ad essere un bene per la salute del pianeta, è un vantaggio economico, perché offre l’opportunità di creare milioni di posti di lavoro e di aprire nuovi mercati poco sfruttati. Il problema è che gli enormi investimenti necessari sono da effettuare nel breve medio periodo e i frutti si raccoglieranno solo in futuro.
Procrastinare gli impegni non è però più possibile e, per fortuna, tutti sembrano finalmente rendersene conto.

http://www.fumagallisalumi.it/

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