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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

12 gennaio 2016

Cresce il numero dei visitatori delle aree protette e dei parchi nazionali

Il turismo ecologico è una risorsa economica, ma anche un rischio per le aree tutelate.

Il turismo a livello planetario ha oggi un rilievo enorme: ogni anno sposta un miliardo di persone in tutto il mondo.
Ovviamente un flusso simile ha un impatto gigantesco sull’ambiente; impatto che è necessario ridurre adottando una serie di buone pratiche in direzione della sostenibilità. La crescente onda verde dell’ecoturismo – in Italia come nel resto del mondo – potrebbe infatti avere un rovescio della medaglia.

Ogni anno ci sono 350 milioni di visitatori nei parchi americani, 110 milioni di escursionisti sulle Alpi, 60 navi da crociera rompighiaccio all’Antartide. Lungo il percorso per il campo base dell’Everest si arriva, durante l’alta stagione, a 10mila escursionisti al mese. Certo, rispetto alla popolazione mondiale, quei 50-60 mila scalatori che vanno sull’Everest ogni anno sono una percentuale minima, ma sono comunque troppi per un ecosistema così delicato.
Secondo un team della University of California di Los Angeles (Ucla) gli ecoturisti potrebbero rappresentare un serio rischio per la fauna di parchi naturali e aree protette.
Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Trends in Ecology & Evolution, i ricercatori suggeriscono che abituandosi alla presenza dei villeggianti gli animali selvatici modificherebbero le loro attitudini, diventando più facilmente vittime di predatori e specie rivali. Un pericolo, sottolineano gli esperti, non ancora preso in considerazione nelle valutazioni di impatto del turismo ecologico. “I dati più recenti indicano che le aree protette del pianeta oggi ricevono circa 8 miliardi di turisti ogni anno”, spiega Daniel Blumstein, uno dei ricercatori della Ucla che hanno realizzato l’analisi. “È come se ogni essere umano che abita il pianeta visitasse le aree protette almeno un volta l’anno, e anche qualcosa di più.
Questa enorme quantità di turismo naturalistico e di ecoturismo può senz’altro essere aggiunto alla lunga lista di rapidi cambiamenti ambientali prodotti dall’attività umana”.

DECALOGO DELL’ECOTURISTA
1) Lasciare l’altrove visitato così come lo si trova
2) Non disperdere rifiuti e interrare, lontano dai corsi d’acqua, i propri escrementi
3) Camminare solo su sentieri per non alimentare l’erosione
4) Nelle spedizioni in fuoristrada restare sempre sulla pista
5) Rispettare i divieti d’ingresso nelle aree per la riproduzione della fauna
6) Non dare da mangiare agli animali selvatici
7) Non accendere fuochi in parchi e foreste
8) Rispettare le norme dettate dalle autorità del parco
9) Non richiedere un livello di comfort superiore, incoraggia la cementificazione
10) Pagare l’ingresso ai parchi, la conservazione ha bisogno di fondi

http://www.fumagallisalumi.it/

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