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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

19 aprile 2015

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior

Negli allevamenti 2.0 non si butta via nulla e gli escrementi diventano risorsa economica.

L’allevamento animale è una risorsa fondamentale per un’enorme fetta della popolazione mondiale, influenza la qualità dell’alimentazione, l’agricoltura e l’industria dei paesi più ricchi, ma è stimato che sia anche una risorsa chiave per circa un miliardo di “poveri” nel mondo.

Il rovescio della medaglia è però evidenziato da molte ricerche, che sottolineano il rischio di impatto ambientale: poiché la produzione di latte e carne incide sul consumo delle risorse prime del pianeta e sulla produzione dei gas serra.

Queste stesse ricerche puntano a individuare strategie che possano limitare gli aspetti negativi e, laddove possibile, addirittura trasformarli in occasioni di sviluppo.

E’ stimato che dato il trend dell’aumento della popolazione mondiale, nel 2050 potremmo sfiorare i dieci miliardi e la maggiore diffusione del benessere e della disponibilità economica provocheranno un aumento dei consumi di carne e prodotti di origine animale, che taluni stimano in una crescita del 70%.

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” cantava De Andrè nella indimenticata “Via del campo”, raccogliamo il suo suggerimento e affrontiamo la sfida di riconcepire questa materia sfruttandone tutte le opportunità di risorsa.

Letame e rifiuti, soprattutto per quanto concernono i sistemi di produzione industriale, possono essere usati non solo come fertilizzanti, ma anche come preziosissime fonti energetiche completamente biologiche. Il letame derivante dagli allevamenti si può usare per produrre pregiati bio-prodotti, da questa risorsa naturale si può infatti elaborare un combustibile ecologico: il biometano.
Questo biogas ecocompatibile che si ottiene dagli scarti organici è chimicamente molto simile a quello naturale ed è utilizzabile in svariati campi: dal carburante per le vetture fino alle industrie, passando per l’uso domestico.

Se Austria, Svizzera e Svezia lo sanno bene e da tempo lo usano come carburante per l’autotrazione, in Italia solo recentemente il biometano ha trovato pieno riconoscimento grazie ad un decreto ministeriale che ne incentiva la produzione a seconda dell’utilizzo.

http://www.fumagallisalumi.it/certificazioniconsorzi/

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