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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

29 gennaio 2015

Dal 2008 a oggi gli allevamenti suini sono passati da 4000 a meno di 3000

I contratti di Soccida con conferimento di pascolo: una speranza per molti piccoli allevatori

La crisi economica che stritola da più di sei anni il nostro paese, non crea solo difficoltà ai singoli cittadini, ma mette in crisi il reparto produttivo, con danni che spesso rischiano di portare conseguenze devastanti a lungo termine.

Anche il comparto della zootecnica nazionale sta subendo le feroci sferzate della crisi, soprattutto le piccole realtà: quelle con spalle troppo piccole per reggere a lungo stagnazione e recessione. I piccoli allevatori nazionali, da sempre i primi difensori della biodiversità delle specie allevate, sono inermi di fronte ai cali del prezzo di vendita, all’aumento della tassazione e dei costi fissi, oltre alla scarsa liquidità delle banche. Storicamente questo vitale comparto produttivo investiva i guadagni della produzione nell’ampliamento dei pascoli di proprietà, ma le difficoltà dal comparto, contraendo la disponibilità economica, rischiano di costringere alla vendita o alla riduzione dei pascoli proprietari sotto alla soglia di sostenibilità dell’attività.

Questo lento processo di impoverimento del comparto, oltre alla perdita di molti posti di lavoro, rischia di spingere i piccoli allevatori a perseguire minor qualità del prodotto, per un costo di allevamento più basso, così da aumentare il più possibile il rendimento.

Una mano importante ai piccoli allevatori, per evitare il rischio di dover vendere i pascoli e ai produttori finali per avere certezza di qualità è il contratto di Soccida: un accordo tra allevatore e produttore che offre vantaggi ad ambedue gli attori coinvolti.

Fumagalli Industria Alimentare spa fornisce ai suoi allevatori soccidari i maiali, i mangimi e il know-how produttivo; gli allevatori i pascoli e la mano d’opera, oltre al tassativo impegno a rispettare i rigidi protocolli fissati da Fumagalli.

Terminata la crescita dei maiali, il pagamento avviene “in natura”: all’allevatore resta una percentuale dei capi allevati, con la libertà di venderli a chi preferisce e la possibilità di continuare a operare senza rinunciare ai tanto sudati pascoli acquistati con una vita di lavoro, a Fumagalli la certezza della qualità per i propri salumi.

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