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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

12 ottobre 2015

Dalla plastica degli oceani scarpe sportive belle e sostenibili

Un progetto ambizioso per trasformare bottiglie e sacchetti che galleggiano nei nostri mari in calzature total green.

Tre stilisti britannici hanno ideato le prime scarpe di plastica riciclata realizzate con immondizia trovata sulla spiaggia e hanno varato il progetto: Everything is Rubbish. I tre ragazzi hanno osservato che tra gli oggetti più desiderabili dai consumatori, grazie all’azione della pubblicità, ci sono proprio le scarpe, un accessorio fondamentale. Così hanno iniziato a ragionare su come riutilizzare la marea di plastica abbandonata sulle spiagge del Regno Unito, e con essa, hanno deciso di puntare proprio sulle scarpe, progettando un modello molto colorato. Sul loro sito Internet, everythingisrubbish, si può guardare un video che illustra come nascono queste scarpe.
L’idea è vincente e la conferma è arrivata da un marchio internazionale, Adidas, che ha annunciato la produzione di una linea di calzature fatte con la plastica degli oceani. Per ora l’azienda ha realizzato solo la tomaia del prototipo, ma l’obiettivo è quello di produrre scarpe green al 100%. Il noto brand per questo progetto ha stretto una partnership con Parley for the Oceans, un’organizzazione che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento dei mari. Secondo uno studio dell’Università del Connecticut negli oceani galleggiano 269 mila tonnellate di plastica, la maggior parte in forma di microplastiche.
L’oceanografo Curtis Ebbesmeyer ha censito le maggiori concentrazioni di plastica individuando cinque isole-spazzatura: due nell’Oceano Atlantico, una nell’Indiano e due nel Pacifico, con un’estensione di milioni di chilometri quadrati. Quella del Pacifico settentrionale, la Great Garbage Patch, sarebbe grande come l’Europa, “alimentata” da una tonnellata di plastica al giorno. Nel 2016, proprio in quest’area, al largo delle coste di Tsushima, isola tra Giappone e Corea del Sud, verrà installata una grande barriera che, sfruttando le correnti e le onde del mare convoglierà la plastica verso compattatori alimentati a energia solare, senza disturbare le rotte di pesci e la vita di organismi marini. Il progetto, Ocean Cleanup, è stato realizzato da Boyan Slat, un 19enne olandese.

http://www.fumagallisalumi.it/

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