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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

26 agosto 2015

Gli impianti eolici continuano a diffondersi in Europa, ma non mancano le critiche

E’ arrivato all’8% l’approvvigionamento di energia fornito dalle pale eoliche nel vecchio continente.

I primi della classe, i più virtuosi dell’eolico europeo, sono Danimarca, Portogallo, Irlanda, Spagna, Romania e Germania, che dal vento ricavano dal 10 al 40% della loro elettricità, ma tutto il vecchio continente sembra amare le grandi pale.
Dal rapporto del Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea, risulta che l’8% del fabbisogno continentale arriva dall’eolico e che questa quota potrebbe toccare il 14% già nel 2020.
Negli ultimi vent’anni l’eolico è l’energia rinnovabile che è cresciuta maggiormente, passando da 3 a 370 GW. Il 2014 in particolare ha portato all’installazione nel mondo di impianti per la produzione di 52,8 GW: +48% rispetto al 2013 e +17% rispetto al 2012.
L’Europa si è posta l’obiettivo per il 2020 di raggiungere il 20% di produzione energetica dalle rinnovabili e questi indicatori sono di buon auspicio. Ma se tutti sono convinti che per consentire una produzione sostenibile dell’energia le rinnovabili siano indispensabili, le critiche su eolico, come sul solare, non mancano: prima fra tutte quella sull’impatto paesaggistico. Se molti paesi continentali tirano dritto, in Italia il dibattito è molto acceso, anche perché qui da noi la bellezza del paesaggio è anche un’importante fonte di reddito.
Il limite non è solo estetico, l’energia eolica non è particolarmente efficiente (molto dipende dalla collocazione delle pale) ed è pure costosa rispetto ad altre inquinanti e non.
Inoltre le cifre da capogiro, spesso di origine pubblica, che circondano la produzione di energie rinnovabili hanno provocato l’interesse del malaffare e non mancano inchieste giudiziarie anche molto importanti.
Infine esiste anche un rischio ecologico per gli uccelli, soprattutto i rapaci, che utilizzano le correnti aeree per la caccia e che rischiano di essere feriti o uccisi dalle pale eoliche.
Come in tutte le cose dell’umano agire, la soluzione sembra essere analizzare caso per caso, per valutare la fattibilità per gli impianti eolici, tutelando il più possibile il paesaggio e costruendoli là dove effettivamente la presenza di correnti costanti di vento ne giustifichino l’installazione e la sostenibilità economica, anche quando i finanziamenti pubblici finiranno.

http://www.fumagallisalumi.it/

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