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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

22 dicembre 2015

I ghiri sono ghiotti devastatori delle coltivazioni di nocciole

La tutela ambientale e la difesa delle specie animali non sempre si sposano con le esigenze produttive dell’uomo.

Sono moltissimi gli stratagemmi messi in atto dagli agricoltori per porre un limite alle devastazioni delle colture provocate dagli animali selvatici, alcuni sembrano frutto di tecnologie militari più che strumenti dell’agricoltura moderna: dissuasori olfattivi, ottici e acustici, caccia selettiva, recinzioni elettrificate, trappole, emettitori di ultrasuoni, cannoni a gas…

Tra cinghiali che distruggono gli orti e le coltivazioni, caprioli che mangiano con gusto i tralci della vite, nutrie che rovinano gli argini dei fiumi, anche il ghiro “dormiglione” merita un posto in prima fila tra i devastatori di coltivazioni. I ghiri, infatti, sono roditori arboricoli e si nutrono di semi, frutti e germogli.
Vivono abitualmente nelle foreste e sono ghiotti di nocciole al punto che, nelle Madonie ad esempio, i contadini perdono il 90 o il 100 per cento del loro raccolto proprio a causa dei ghiri e degli altri animali del bosco. La situazione è altrettanto critica nelle Langhe, in Piemonte, dove si coltiva la nocciola tonda e gentile.

Il ghiro fa parte della fauna selvatica e come tale è una specie protetta dalla legge sulla caccia.
Gli agricoltori, stremati da raccolti distrutti e indennizzi statali per i danni fermi da anni, da sempre sollecitano maggior equilibrio tra selvaggina, attività venatoria e agricoltura. Complici gli squilibri della campagna, con lo spopolamento e la sparizione di gatti selvatici, gufi e rapaci, i devastatori di colture impazzano senza contare il pericolo sulle strade, dove gli incidenti per l’impatto con animali selvatici sono in aumento.

http://www.fumagallisalumi.it/

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