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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

13 maggio 2015

Il governatore della California costretto a chiudere i rubinetti

La crisi idrica del più ricco degli stati americani ci ricorda quale sia la risorsa più preziosa che abbiamo e che non dobbiamo sprecare

Nel nostro immaginario collettivo se parliamo di California subito la mente ci porta verso gioiose ville all’ombra di palmizi, giardini deliziosamente curati, ampie spiagge baciate dell’oceano, fresca vegetazione per piacevoli passeggiate, campi da golf, immense aziende agricole e generosi vigneti del Wine Country.
Un paese che compensa la sua bellezza estetica con un notevole apporto economico nel mercato degli Stati Uniti. Eppure, da quattro anni a questa parte, la California è stretta nella morsa della siccità e ha trasformato i sui ameni lineamenti in un ruvido e rugoso paesaggio.
Le condizioni in cui versa in questo momento sono estremamente drammatiche e uniche nella storia dello Stato e per questo le forniture di acqua potabile saranno ridotte al 25%. Uno dei fattori condizionanti è l’abuso delle risorse idriche del pianeta, che dà costanti e drammatici segnali attraverso i devastanti cambiamenti climatici.
Nello Stato californiano, in particolare, la catastrofica riduzione delle precipitazioni ha messo in ginocchio l’intera popolazione, il livello del manto nevoso nella Sierra Nevada è a zero centimetri e i laghi stanno scomparendo.
E’ chiaro che la siccità, oltre a essere un’emergenza sul piano sociale lo è anche dal punto di vista politico. Il governatore Brown ha un compito difficile, quello di dover distinguere le esigenze di acqua a seconda delle città del territorio.
Per questo la riduzione dell’acqua sarà una campagna importantissima per risvegliare la coscienza dei cittadini al risparmio idrico, necessario per difendere la vita di tutti e dare la possibilità all’agricoltura di continuare a produrre per evitare di invalidare quello che la California da sempre rappresenta, una colonna economica per gli Stati Uniti. La Central Valley, infatti, rappresenta un cruciale punto di riferimento per l’agroindustria americana, così come Silicon Valley per la tecnologia.

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