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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

28 maggio 2015

In Francia i supermercati non potranno gettare via il cibo

Manca solo l’approvazione del Senato parigino e i prodotti alimentari invenduti dovranno essere donati

E’ stato un deputato socialista, ex ministro dell’agricoltura transalpina, a promuovere una legge che da molti è stata giudicata come una prova di civiltà, un’ulteriore dimostrazione che la Francia è la patria europea dei diritti. Dopo l’approvazione del Senato, data per scontata, i supermercati francesi superiori ai 400 metri quadrati avranno tempo fino al primo luglio 2016 per accordarsi con associazioni benefiche per regalare il cibo invenduto, che non potrà essere più distrutto.

Considerando che ogni francese getta 20/30kg di cibo all’anno, si può fare un conto di quale montagna di derrate alimentari si stia parlando, che dovrà essere regalata ai bisognosi o utilizzata per mangimi e produzione di compost.

Una legge applaudita in tutto il mondo, ma non indenne dalle critiche della Federazione del Commercio e della Distribuzione francese. Il portavoce Jacques Creyssel ricorda infatti che ai propri iscritti può essere imputato non più del 5% dello spreco alimentare, e che già 4500 punti vendita sono collegati a onlus e associazioni per evitare sprechi alimentari, senza bisogno di leggi e sanzioni.

In Italia il trend dello spreco domestico è in calo, molto si deve alla crisi, ma è stimato intorno a mezzo punto di PIL. Anche da noi non sono mancate le proposte e le dichiarazioni di intenti come l’approvazione all’unanimità della Camera nel giugno 2014 di una mozione per impegnare il governo in iniziative volte a ridurre gli sprechi. Impegni che non si sono concretizzati in molto. Coldiretti ricorda però che le campagne di sensibilizzazione ci sono state, così come gli accordi dei rivenditori, anche grandi gruppi, con onlus molto conosciute tra i consumatori: un esempio su tutti il Banco Alimentare.

In attesa di vedere cosa accadrà in Francia, ognuno di noi nel suo piccolo si può impegnare anche perché, è giusto ricordarlo, l’Istat certifica che circa 10 milioni di italiani vivono e si alimentano in condizioni di povertà.

http://www.fumagallisalumi.it/azienda/

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