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SICUREZZA

La tranquillità
di chi acquista e consuma
è puro orgoglio aziendale.

17 dicembre 2016

Intolleranze alimentari: crescono le paure ingiustificate

Glutine, latte vaccino e legumi sono alcuni degli alimenti più temuti e scartati, spesso senza colpa.

E’ cosa comune associare il primo mal di pancia, mal di testa o gonfiore addominale al timore di soffrire di un’intolleranza alimentare, soprattutto dopo un consulto con l’amico esperto di turno che emette la sua diagnosi confermando il sospetto. Subito si cerca di ricordare cosa si sia mangiato, cosa possa aver innescato i malesseri che ci affliggono e la lista dei principali indiziati è subito pronta: glutine, legumi, formaggio e latte.

Le paure sono spesso più grandi dei reali problemi e il business delle intolleranze cresce a dismisura, basti pensare ai cibi gluten free, un affare di poco meno di 12 miliardi di dollari nei soli Stai Uniti per il 2015, che ha spinto un americano su quattro a rinunciare all’alimentazione “normale” completa.

Escluse le allergie alimentari, patologie gravi che riguardano il sistema immunitario e che devono essere diagnosticate da centri specializzati, è comunque sempre necessario affidarsi a medici competenti.

L’unica regola è evitare l’auto diagnosi e se i disturbi persistono per intensità e frequenza cercare un buon gastroenterologo per escludere malattie infiammatorie e parassitosi intestinale e avviarsi in un processo per eliminazione completa e reintroduzione selettiva degli alimenti potenzialmente poco tollerati, che potrà durare anche alcuni anni, per individuare i reali colpevoli.

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