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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

30 novembre 2014

La difesa dell’ambiente passa dalla tutela e dal risparmio di tutte le risorse naturali rinnovabili

La Water Footprint è un nuovo strumento per misurare il consumo d’acqua dolce nell’agricoltura e nell’industria

Mentre il mondo intero si interroga sulle riserve di carburanti fossili, il loro consumo e il surriscaldamento globale, si trascura spesso una risorsa ben più preziosa, le cui riserve si stanno riducendo rapidamente con conseguenze ben più tragiche per il nostro pianeta: l’acqua dolce.
Alcuni studi ritengono che rimarremo a corto d’acqua dolce ben prima che di carburante ed è quindi necessario interrogarsi su come le nostre attività influiscano sul suo consumo.

Ma come si misura la Water Footprint, ovvero l’impronta lasciata da una produzione agricola o industriale?
La metodologia di calcolo adottata internazionalmente è quella della Water Footprint Assessment (WFA) e si basa su tre componenti: l’ACQUA BLU, cioè la quantità di acqua dolce che non torna a valle dopo il processo produttivo o vi torna, ma in tempi diversi; e si riferisce al prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate a un utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali. L’ACQUA VERDE ovvero il volume di acqua piovana evaporata, non utilizzata per il ruscellamento superficiale, durante il processo produttivo agricolo e infine l’ACQUA GRIGIA, la misura del volume di acqua inquinata dal processo produttivo.

Adesso la water footprint è finalmente oggetto di una norma internazionale condivisa, la ISO 14046, nata proprio nei giorni che hanno preceduto l’avvio della World Water Week, conclusosi a Stoccolma il 5 settembre scorso e organizzata dal Stockholm International Water Institute (SWI).
Ogni attività produttiva umana ha un’impronta più o meno marcata sul consumo d’acqua  e un utilizzo consapevole e attento di questa risorsa vitale, anche in quei territori più ricchi di oro blu e meno abituati alla sua scarsità di disponibilità, sono comportamenti imprescindibili per un’attività produttiva  etica e virtuosa.

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