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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

10 luglio 2015

La disparità nella disponibilità di cibo non dipende solo da fattori economici o razziali, ma anche di sesso

Sono molti i paesi del mondo in cui donne e bambine sono discriminate nell’accesso ad un cibo sano e sufficiente.

Anche James Brown lo diceva in una famosa canzone: ‘This is the men’s world’, il mondo è degli uomini!
In moltissimi paesi dove incombe gravemente il problema dell’alimentazione, nel gradino più basso al diritto alla nutrizione si trovano donne e bambine. Expo, presso la fondazione Triulza, ha dato luogo a un incontro basato sul tema dell’empowerment femminile, organizzato da Fondazione “Un Raggio di Luce onlus” e Fondazione “Pangea onlus”. Il progetto ha come obiettivo quello di riportare il diritto delle donne ad accedere alla sicurezza alimentare, abbattendo ogni tipo di disagio e discriminazione. Lo strumento attraverso cui si intende procedere è l’empowerment, ovvero il miglioramento e l’incentivazione della autonomia esistenziale ed economica femminile.
Si tratta di territori come il Nepal, dove progetti di Microfinanza aiutano le donne, dando loro un facile accesso alle fruizione di finanziamenti per avviare piccoli progetti imprenditoriali. Ma una volta terminato il credito cosa accade? Nelle aree rurali le donne rappresentano la metà della popolazione, ma a esse non è affidato alcun tipo di reddito e bene.
Eppure il loro ruolo, anche se non riconosciuto dalla loro società, stabilisce un principio di conoscenza importantissimo per il fabbisogno della comunità stessa. Le donne sono esperte di cibo, lo allevano, lo preparano, lo cucinano. Se si pensa che già a tre anni esse iniziano a riconoscerlo come ingrediente utile per servire i pasti in famiglia, è facile presumere che possiedano una ricchezza inestimabile legata alla conoscenza del fabbisogno primario. Eppure è difficile renderlo una fonte di reddito. Ma attraverso il microcredito si può creare un investimento imprenditoriale dedicato alle donne, stabilendo un legame tra ciò che sanno fare in famiglia e ciò che potrebbero realizzare in un’area più vasta sia rurale che urbana. Le donne infatti, investono le loro energie nella ricerca di fonti idriche, nella coltivazione, possiedo insomma atavicamente le conoscenze giuste per avviare attività legate all’alimentazione. In tal senso la risposta al problema è funzionale al miglioramento non solo alimentare ma anche sociale del mondo femminile, da troppo tempo relegato all’ombra del mondo.

http://www.fumagallisalumi.it/news/

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