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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

7 settembre 2015

La tutela della biodiversità passa anche attraverso le lucciole

Inseguendo le lucciole, per trovare aria pulita e biodiversità.

La presenza degli affascinanti insetti luminosi è sinonimo di ambiente pulito. Ma se dagli anni 60 pesticidi e cementificazione le hanno minacciate in tutti i modi, esistono ancora delle riserve naturali dove ammirare le loro danze notturne.
Questi piccoli insetti luminosi, coleotteri della famiglia delle Lampyridae, vivono infatti solo in ambienti puliti, dove non vengono utilizzati pesticidi, dove non c’è inquinamento luminoso e in aree verdi e boschive dove l’uomo non ha cementificato.
Dagli anni Sessanta ad oggi le lucciole sono diminuite non solo nelle campagne italiane ma sono in via di estinzione in molti Paesi del mondo. In Malesia e in Thailandia la popolazione delle lucciole si è dimezzata soprattutto a causa della deforestazione e l’Inghilterra detiene il primato in Europa per la diminuzione di questi affascinanti coleotteri. E se ogni anno nel mese di giungo numerose persone si recano al Great Smoky Mountains National Park, che si estende tra North Carolina e Tennessee, per assistere allo spettacolo delle lucciole, questa estate si è svolto anche in Italia un tour estivo alla scoperta dei magici insetti luminosi. L’iniziativa è stata organizzata dal Corpo Forestale dello Stato in 27 riserve naturali dislocate in tutto il Paese.
In Italia sono tre le specie più conosciute: Luciola italica, Luciola lusitanica e Lampyris noctiluca. Le femmine delle ultime due non volano, e nell’ultima hanno un aspetto larviforme. Le magiche luci che emettono è il modo con cui comunicano tra loro. Il maschio, mentre vola, nel periodo dell’accoppiamento emette una luce “fredda” di intensità variabile per attrarre la femmina. Quest’ultima a sua volta emette segnali luminosi per comunicare la disponibilità all’accoppiamento. La femmina depone tra le 70 e le 100 uova nelle fessure del terreno e tra le foglie. Da adulte le lucciole smettono di nutrirsi e impegnano le energie nella riproduzione. I maschi muoiono poco dopo l’accoppiamento, le femmine sopravvivono ancora qualche giorno, il tempo di deporre le uova. In autunno sgusciano fuori le larve che subito iniziano a nutrirsi di lumache e chiocciole. Per preservare questi piccoli veri e propri indicatori ecologici, godere del loro magnifico spettacolo e vivere in un ambiente sano, si possono seguire alcune semplici pratiche: diminuire le fonti di luce artificiale all’esterno e l’inquinamento luminoso, non utilizzare pesticidi, fitofarmaci e altri veleni, fare orti biologici e aumentare le aree verdi.

http://www.fumagallisalumi.it/

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