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SICUREZZA

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26 gennaio 2018

L’alimentazione in ospedale

L’utilizzo dei salumi nella corretta alimentazione del paziente ospedaliero.
“Buono a sapersi” a cura di Jessica Lops (Dietista)  

L’alimentazione in ambito ospedaliero ricopre un ruolo fondamentale all’interno dei percorsi di diagnosi e cura.
Se scorretta, essa può costituire un ulteriore fattore di rischio per diverse patologie e può generare uno stato di malnutrizione. Tale condizione, spesso presente già all’inizio del ricovero, può inasprirsi durante la degenza ed esporre a complicanze sia fisiche che psicologiche. Essa, infatti, influenza negativamente i risultati delle terapie, riduce la risposta immunitaria, predispone alle infezioni, ritarda la cicatrizzazione, compromette la funzione di organi ed apparati, riduce massa e forza muscolare oltre a creare grave inappetenza. Tutto ciò comporta una richiesta di cure maggiore e più prolungata, con ritardo nella guarigione.
La malnutrizione generalmente non è causata da un unico fattore ma il più delle volte è dovuta a carenze nutrizionali multiple determinate da problemi di masticazione, deglutizione, digestione e alterato metabolismo.
Per tutti questi motivi è necessario assicurare un menù vario, composto da pietanze semplici, sane e appetibili. L’obiettivo è quello di garantire il rispetto di una sana alimentazione, come indicato dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) e garantire il mantenimento dello stato di salute.
Una delle categorie di alimenti più gettonata all’interno degli ospedali è sicuramente quella degli affettati. Vediamoli nel dettaglio.

  • Prosciutto cotto: rappresenta un alimento semplice, morbido e gustoso ed un’ottima fonte proteica e calorica. Proprio per queste sue caratteristiche è un prodotto molto indicato per pazienti giovani e anziani, con problemi di masticazione e disfagia.
  • Prosciutto crudo: è un alimento gustoso utilizzato molto spesso nelle diete libere e nelle diete astringenti. Rappresenta un alimento ad alta densità energetica utile a prevenire lo stato di malnutrizione.

Questi due alimenti generalmente sono sempre presenti come alternative fisse giornaliere; l’affettato di tacchino, la bresaola e talvolta lo speck, altrettanto gustosi, sono presenti solitamente una o due volte a settimana.

Al di là degli alimenti consigliati, è sempre necessario effettuare un monitoraggio degli introiti alimentari e, qualora i normali alimenti non siano sufficienti a garantire un adeguato apporto nutrizionale, è necessario ricorrere all’integrazione nutrizionale con prodotti specifici per bocca e nei casi più estremi avvalersi di una nutrizione artificiale.
L’obiettivo ovviamente è quelle di preservare un adeguato stato nutrizionale e garantire i fabbisogni del singolo individuo.

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Diabete e salumi

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