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FILIERA

Un approccio pionieristico,
nato con il nome Fumagalli.

30 novembre 2014

Le politiche nazionali e i vincoli posti dalla UE sugli alimenti OGM presenti oggi in Italia

Conosciamo realmente l’origine di quello che portiamo in tavola?

Il dibattito sui prodotti OGM e sul loro impiego per l’alimentazione umana e animale torna periodicamente sulle prime pagine dei quotidiani e nelle news televisive, creando fazioni
opposte tra quanti sostengono che gli OGM siano inevitabili per le crescenti richieste alimentari del pianeta e coloro che invece sono molto preoccupati per i rischi che potrebbero
derivare dall’intervento umano nella trasformazione della natura.

E’ un argomento che resta scottante anche nella fase economica recessiva che il nostro Paese sta attraversando; il consumatore italiano sugli OGM ha le idee chiare e, anche se il
loro uso spesso è associato a un minor costo del prodotto interessato, vuole alimenti OGM free.
Stessa dinamica è presente nel mercato del Bio che, sebbene sia più costoso, è in continua espansione.

Gli italiani quindi non amano i prodotti OGM ed è opinione diffusa che questi non siano presenti nel nostro Paese, ma questo non è del tutto vero. L’Italia infatti deve adeguarsi alla
complessa normativa comunitaria, che non esclude assolutamente l’utilizzo di prodotti OGM e che permette la coltivazione di una tipologia di mais e di patata geneticamente modificata.
Tuttavia un decreto italiano del 2013, contro il quale vengono periodicamente tentati ricorsi da parte dei favorevoli agli OGM, sostanzialmente impedisce la coltivazione di questa tipologia di mais e stabilisce che la patata OGM non venga utilizzata per finalità alimentari, ma solo per produrre alcool e amido.

Se quindi queste scelte di politica alimentare in Italia potrebbero tranquillizzare gli antiOGM sulle coltivazioni nostrane, in verità non risolvono il problema dei mangimi o dei prodotti
importati per i quali non c’è nessun vincolo sull’origine OGM per il loro utilizzo. Questo significa che non possiamo sapere se i latticini o la carne che mangiamo siano stati prodotti
con animali allevati con mangimi OGM, mangimi che sono la stragrande maggioranza di quelli in commercio, anche perché l’etichetta sul prodotto finale in commercio non prevede
l’inserimento di informazioni sui mangimi utilizzati nell’allevamento.

Le uniche certezze per i consumatori possono venire dal controllo di filiera dei trasformatori di prodotti alimentari. Quest’ultimi sono gli unici che possono documentare e tracciare tutti le fasi e gli elementi coinvolti nelle lavorazione, per poter certificare ai distributori l’intera genesi dei prodotti.

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Che cosa significa "Filiera controllata"?

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