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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

13 agosto 2015

L’impronta ecologica delle attività produttive


Conoscere quanto incide la nostra attività sull’ambiente è il primo passo verso la sostenibilità
.  

La domanda energetica mondiale nel 2012 è stata di oltre 13 mila milioni di tonnellate equivalente di petrolio, l’82% di idrocarburi (petrolio, carbone e gas) e il rimanente 18% tra energia nucleare e rinnovabili. Nel 2040 si stima che la domanda salirà ad oltre 18 mila milioni di tonnellate con un lieve aumento del nucleare (al 19%) e delle energie rinnovabili. La Cina è la nazione che negli ultimi 40 anni ha registrato un aumento esponenziale della domanda di energia, passando da 5 milioni di tonnellate nel 1971, a 3 mila milioni nel 2013. Di pari passo è aumentato il suo Prodotto interno lordo. L’impatto ambientale dell’energia nella produzione dei gas serra nel 2010 è stato del 69%, contro il 6% prodotto dai processi industriali e l’11% dalle attività agricole. Nella classifica delle nazioni più inquinanti il Qatar detiene la prima posizione nell’emissione pro capite di CO2 (36,9 tonnellate prodotte attraverso la combustione di idrocarburi nel 2012). L’America è il più grande inquinatore per area geografica, con le emissioni di CO2 più alte al mondo. Seguono l’Europa, l’Africa, il Medio Oriente, l’Asia e l’Oceania. La classifica è la medesima per quantità di elettricità prodotta dai Paesi inquinanti, mentre i maggiori consumatori pro capite di elettricità sono gli islandesi, con 53,2 chilowattora consumati nel 2012. In decima posizione ci sono gli Usa con 12,9 Kw consumati a persona. Nei Paesi in via di sviluppo, sempre nel 2012, si contavano oltre 1.200 milioni di persone ancora senza elettricità (ben 621 milioni solo nell’Africa subsahariana) e più di 2.600 milioni che utilizzavano le biomasse tradizionali per cucinare.

http://www.fumagallisalumi.it/

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