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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

20 agosto 2015

L’industria alimentare e lo sviluppo economico devono conciliarsi con l’ecologia


Tecnologia e Innovazione al servizio del risparmio energetico.

In Italia ogni anno il settore agricolo e agro-industriale richiede un consumo di energia pari a circa 17Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Di questi, 4,71 Mtep sono relativo al settore agricolo e 12,08 Mtep all’industria. La stima è dell’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. A livello mondiale ogni anno il settore agricolo richiede oltre il 30% dei consumi totali di energia ed è causa del 22% delle emissioni. Un dato da considerare, importante anche sotto l’aspetto socio-economico è rappresentato dagli sprechi alimentari. Secondo i dati Faostat, un terzo dei beni alimentari viene sprecato lungo le filiere della produzione, dell’industria alimentare e del consumo finale. Per l’Italia Coldiretti segnala uno spreco alimentare di 76 kg/anno pro-capite. Con l’aumento della popolazione mondiale e la conseguente necessità di produrre più cibo si va verso un inevitabile incremento dei danni ambientali causati dall’applicazione intensiva di tecnologie chimiche, meccaniche e genetiche e dal consumo energetico. “Un nuovo approccio per la gestione sostenibile dell’agricoltura è ormai una scelta obbligata”, dichiara il direttore del dipartimento biotecnologie, agroindustria e protezione della salute dell’ENEA, Luigi Rossi. “La nuova sostenibilità dell’agro-ecosistema non può prescindere da un approccio ‘knowledge intensive’, cioè dalla conoscenza integrata delle problematiche produttive, ambientali, energetiche e sociali”. Un’inversione di rotta dettata non certo da una moda, ma da precise esigenze di sopravvivenza. Un punto su cui Rossi è molto chiaro, precisando che quando si parla di agricoltura, è riduttivo pensarla solamente come produzione di cibo. “Occorre riconsiderarla – precisa il direttore – in chiave moderna, come un sistema complesso multifunzionale che produce beni alimentari, industriali, ambientali, culturali, energetici e servizi importanti per i cittadini”. Le aziende agricole hanno diversi tipi di consumi energetici: elettrico (pompaggio, impianti di mungitura, illuminazione, refrigerazione, impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, ecc.) termico (riscaldamento di serre, climatizzazione invernale, ecc.) e carburanti (macchine per la lavorazione della terra, raccolta dei prodotti, irrigazione, diffusione di trattamenti fitosanitari). Per la maggior parte questa domanda energetica viene soddisfatta da fonti fossili. Ed è proprio in questa ottica che vanno affrontati i maggiori problemi relativi al degrado ambientale causato dalle attività dell’uomo, che sono alla base dell’erosione della biodiversità, della desertificazione e dei cambiamenti climatici, i cui effetti sono sempre più evidenti. Risparmiare energia nell’ambito agricolo e agro-industriale è possibile, evitando sprechi nella lavorazione delle colture, ma anche nel consumo di cibo. Molti interventi per l’efficienza energetica e l’uso di rinnovabili potrebbero ridurre i consumi del settore di quasi un terzo.

http://www.fumagallisalumi.it/

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