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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

10 ottobre 2016

L’olio di palma viene riabilitato, almeno in parte

Il vero problema è la monocultura e la scarsa sostenibilità ambientale che ne deriva.

Il dibattito sull’uso dell’olio di palma nell’industria alimentare è stato uno dei più accesi del recente passato e dopo una bocciatura incondizionata, oggi l’olio di palma è stato in parte riabilitato. Il giudizio è meno critico sul fronte delle caratteristiche alimentari, infatti molti oli vegetali hanno caratteristiche simili a quello di palma e sostituirlo a priori, senza sapere con esattezza con cosa, magari con grassi idrogenati con grassi trans, di certo non aiuta la salute dei consumatori.

L’ossessione per la ricerca degli illusori superfood, alimenti dalle proprietà curative straordinarie, e la demonizzazioni di altri, sono due lati della stessa medaglia e i giudizi sugli uni e sugli altri, spesso influenzati da mode passeggere, possono incidere notevolmente sui gusti del mercato con conseguenze serie per i produttori.

Oggi l’olio di palma è ancora molto criticato per la sua sostenibilità ambientale: la sua resa maggiore rispetto ad altre colture ha spinto molti paesi, spesso i più poveri, a una iper produzione, incoraggiati dalla grande richiesta del mercato; il tutto a danno di territorio vergine o altre coltivazioni.
Ma la messa all’indice di un alimento e la relativa coltivazione, magari per sostituirlo con un altro che comporta problemi simili, non solo non aiuta l’ambiente, ma anzi nascondendo il problema, talvolta lo danneggia.

Esiste un olio di palma certificato sostenibile Rspo (Roundtable on Sustainable Palm Oil) che copre una percentuale bassa della produzione mondiale (meno del 20%), nel nostro paese viene utilizzato dalle aziende che aderiscono all’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile. La via per una produzione realmente sostenibile passa da qui, dalla ricerca di certificazioni veritiere che impegnino produttori e consumatori alla realizzazione e al consumo di prodotti sani, sostenibili e che trovino un equilibrio in un mercato sempre più globalizzato, senza danneggiare nessuno in nome della moda del momento.

Le certificazioni Fumagalli

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