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SICUREZZA

La tranquillità
di chi acquista e consuma
è puro orgoglio aziendale.

25 giugno 2015

La contraffazione dei prodotti enogastronomici italiani dimostra la necessità di controlli continui ed efficaci


Un danno non solo economico per il nostro paese, ma anche un rischio per la sicurezza alimentare.

Il cibo è elemento fondamentale per la vita, l’organismo ha bisogno di nutrirsi per assicurarsi la giusta forza, efficienza e vitalità e come cittadini del Bel Paese, possiamo affermare che la buona tavola sia determinante anche nella costruzione di altrettanto  buone relazioni sociali.

Già il filosofo Ludwig Andreas Feuerbach, due secoli fa asseriva ”Noi siamo quello che mangiamo”: ecco quindi perché è importante sapere le proprietà dei cibi, conoscerne la provenienza ed essere sicuri che quello che troviamo scritto sulle etichette corrisponda a verità. L’interesse primario dei consumatori è determinato, pertanto, dall’utilizzo di cibi sicuri sia per l’igiene nella preparazione e nella conservazione, sia per l’affidabilità delle indicazioni su origine, requisiti e qualità.

Per consentire al consumatore finale di compiere scelte consapevoli sulle caratteristiche dei prodotti alimentari, il legislatore nazionale ha previsto che l’etichetta debba riportare obbligatoriamente l’indicazione del luogo di origine o provenienza. Per luogo di origine o provenienza di un prodotto alimentare non trasformato si intende il Paese di origine ed eventualmente la zona di produzione e, per un prodotto alimentare trasformato, la zona di coltivazione o di allevamento della materia prima agricola utilizzata prevalentemente nella preparazione e nella produzione.

Ma se questo è il quadro normativo come è possibile che la polvere di formaggio fabbricata in Sud America venga spacciata per pecorino laziale, che esista il salame tipo Milano proveniente dal Brasile, che siano in vendita gorgonzola tedesco, Chianti americano o Barbera rumeno? Sicuramente una frode di tale genere indica che il prodotto falsificato sia famoso a livello mondiale… ma non si può certo dire che tale riconoscimento declinato nella falsificazione dell’origine sia consolatorio. Anche perché oltre al danno economico al nostro comparto agroalimentare si aggiunge il rischio della mancanza di quei controlli che i consorzi di tutela nostrani applicano sui prodotti italiani famosi nel mondo.

 

http://www.fumagallisalumi.it/certificazioniconsorzi/

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