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DEONTOLOGIA

Il punto in cui l’operatività
incontra l'etica.

11 novembre 2016

Nudging: la spinta gentile per incentivare comportamenti virtuosi

Un esperimento italiano per ridurre lo spreco alimentare aumentando la richiesta di foodie bag.

L’abitudine a farsi consegnare dal ristorante il cibo non consumato è nata ed è molto diffusa negli Stati Uniti.
In origine si parlava di “doggy bag”, gli avanzi per il cagnolino, oggi più in generale di “foodie bag” ovvero l’uso di portarsi a casa ottimo cibo, spesso pagato a caro prezzo, e non lasciarlo nel piatto al ristorante destinato alla pattumiera.
Una scelta etica ancora poco diffusa nel nostro paese, cresciuta oltre oceano sia per motivi economici, che per una nuova consapevolezza dell’impatto dello spreco alimentare.

Per incentivarla, in occasione del World Food Day la Giornata mondiale dell’alimentazione, l’agenzia pubblicitaria Ogilvy Change ha lanciato l’iniziativa “Porta a casa la tua foodie bag”, usando una tecnica di nudging contro lo spreco alimentare.
Ha cioè pungolato i clienti di un bistrot di Vimercate a portare a casa gli avanzi, mettendo sui tavoli una moneta dai lati di colore differente, corrispondenti a due scelte opposte: verde significava mi porto a casa quanto non riesco a finire, rosso lascio gli avanzi nel piatto.
All’arrivo gli avventori trovavano la moneta sempre dal lato verde, il comportamento virtuoso, pur lasciando ai clienti la libertà di optare per il rosso e rinunciare a questa possibilità. A centro tavola e nel menu erano indicate motivazioni e caratteristiche dell’iniziativa.
Il risultato è stato un successo: la richiesta della foodie bag è raddoppiata passando dal 41% al 85%.

Chiedere quanto non riusciamo a finire al ristorante, superando ingiustificati imbarazzi o la pigrizia, è un gesto semplice che aiuta l’ambiente e prolunga il piacere del palato.

Il bilancio di sostenibilità Fumagalli

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