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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

30 aprile 2016

Spendere qualcosa in più per sprecare di meno

Nel nostro paese le famiglie gettano ancora molto cibo buono, ma cresce la consapevolezza e la disponibilità a scelte non solo dettate dal risparmio.

Quanto siamo effettivamente disposti a fare o a spendere in nome della sostenibilità ambientale?
Lo spreco alimentare in Italia è notevole, se come segnalato dall’osservatorio nazionale dell’Università di Bologna, ogni famiglia getta nella propria pattumiera cibo ancora buono per poco meno di 350 euro l’anno. Un dato ulteriormente pericoloso è che la percezione di quanto gettiamo è molto inferiore a quanto realmente finisce nella pattumiera.

Sprecare cibo non è solo un oltraggio ai molti che hanno ancora un’alimentazione scarsa o inadeguata, ma è anche un grande danno ambientale perché per produrre gli alimenti si impiegano molte risorse, che idealmente gettiamo nel cassonetto insieme a tanto buon cibo.

C’è però un dato che sottolinea un’inversione di tendenza o quanto meno che evidenzia quanto sia diffusa la volontà a combattere questo spreco. I consumatori italiani sono disposti a spendere di più per confezioni antispreco, con un quantitativo di cibo inferiore, che si consuma totalmente, anche se con un costo maggiore.

La sensibilità è quindi aumentata, gli italiani preferiscono confezioni piccole (64%) e pongono grande attenzione alla scadenza (oltre il 90%) per garantirsi la qualità e la sicurezza degli acquisti.

Per evitare che le confezioni più piccole, comportino una conseguente maggior utilizzo di imballi inquinanti, ben vengano tutte le soluzioni per un packaging più rispettoso dell’ambiente come la confezione menoplastica della linea Bio di Fumagalli industria alimentari spa.

http://www.fumagallisalumi.it/bio/

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