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SOSTENIBILITÀ

Massimo impatto sui consumatori,
minimo impatto sull’ambiente.

15 giugno 2015

Web e tecnologie digitali sono voraci divoratori di energia

Greenpeace analizza i consumi di energia dei datacenter dei colossi mondiali dell’informatica.  

Di Greenpeace si possono criticare alcune forme di protesta, ma non si può negare il coraggio e la determinazione con cui da molti anni si sia impegnata per abbassare e contrastare le minacce dell’inquinamento prodotto dall’uomo.

Ecco perché le sue analisi sui consumi del Web, su cui da anni si sta concentrando, ci rimandano risultati che non si possono ignorare. L’utilizzo di internet fa risparmiare al mondo carta, movimenti, ma dall’altra parte i supporti che sostengono i viaggi degli elettroni da un ufficio di Milano fino a Singapore, da una casa in Francia a un Igloo del polo nord, costano moltissima energia, che soverchia di gran lunga il risparmio che la controbilancia.

A questa situazione però, è possibile sottoscrivere una soluzione immediata e incisiva da parte di tutti i colossi di internet. Il mondo virtuale, dal punto di vista energetico esiste nella realtà come sesto Stato consumatore di energia del mondo. Che fare? Greenpeace lancia questo allarme a cerca di dare anche una soluzione efficace: energia alternativa solare ed eolica. E’ possibile non accogliere un ordine di inversione di rotta in favore di un pianeta migliore e maggiormente tutelato? Per alcuni paesi purtroppo sì! Sono quelli che hanno il monopolio del settore e cioè Taiwan, Virgina e North Carolina negli Stati Uniti.

A questi Stati refrattari, si associano alcuni importantissimi siti web come Amazon per esempio, che malgrado avesse dato segnali positivi per aderire a progetti di energia rinnovabili, a oggi sta costruendo il suo impero in Virgina che utilizza energia alternativa solo al 23%. Dall’altra parte invece la Apple, tra i giganti di Internet è la più determinata a intraprendere la strada Green dell’energia al 100% , così come Yahoo, Facebook, Google, anche se con percentuali al momento più basse. E’ necessario che tutte le compagnie del Web siano coalizzate e spingano i Governi verso un programma che sia al 100% rifornito esclusivamente da fonti rinnovabili. Questa è la soluzione che Greenpeace lancia.

http://www.fumagallisalumi.it/certificazioniconsorzi/

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